L’ORTO DEL VICINO E LA CULTURA DELLA PENITENZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

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In queste ultime ore, complice l’ulteriore decreto governativo che impone nuove restrizioni di carattere produttivo e commerciale per il contenimento della pandemia da Covid 19, si è di nuovo sollevato un interessante dibattito circa le cose che sono ritenute o meno essenziali dalla popolazione italiana. Almeno sul web. Prima fra tutte, fra le segnalazioni degne di nota, quella che ha riguardato il “caso” negozi di cosmesi, ormai vecchia di una settimana, e delle lavanderie. A che serve tenere aperti questi negozi? Sono forse beni e servizi di prima necessità? Un chiarimento generale può essere d’aiuto in questo senso. In Italia quando apri una tua attività devi aprire partita iva. Che sia per fare consulenze informatiche, riparare lavandini o vendere taralli è la stessa cosa. Quando apri partita iva scegli di “appartenere” a un determinata categoria e ti viene assegnato un codice, il codice Ateco. Il codice serve per identificare la tua tipologia di servizio, per definire il tuo imponibile a fini fiscali, per ogni altra relazione con stato ed enti parastatali (contribuzione, sgravi fiscali, etc). Scegliere il codice giusto è fondamentale perché implica anche la possibilità di avere o meno sgravi per l’acquisto di materiali e beni per la propria professione e altre amenità. Nel commercio il codice Ateco è quello che definisce, ad esempio, la differenza fra un negozio che fa solo vendita di frutta e verdura fresca e uno che fa anche vendita di prodotti alcolici insieme a frutta, verdura, pasta… Questo codice è l’unica possibilità univoca per identificare a norma di legge un’attività e quindi poter dare licenza di aprire, chiedere di chiudere o sospendere l’attività. Il codice Ateco delle profumerie incriminate è e resta lo stesso dei negozi di sapone e prodotti per l’igiene personale (gel disinfettante compreso). Lo Stato non può dire quindi “tu che mi sembra ti occupi più che altro di fondotinta chiudi e invece tu che hai la maschera per capelli ma anche l’amuchina e il sapone per le mani resti aperto“. Continua a leggere…

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