Storie di Venezia

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Anche se te lo aspetti, quando il treno lascia la terraferma a Mestre per correre sopra l’acqua immobile della laguna un’emozione antica sospende per qualche momento il battito del cuore. Se poi è una di quelle giornate grigie di metà autunno o di inizio primavera, il medesimo colore slavato si riflette sopra e sotto il ponte, in lontananza fino al confine fra cielo e mare; quel bianco sporco e traslucido lascia intuire l’esistenza di un altro mondo, completamente differente da quello a cui sei abituato.

F. Ricciarello, Storie di Venezia, Odoya, 2017

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