Edipo e il corpo monologante

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Cosa resta da raccontare di uno dei miti fondativi non solo della nostra cultura occidentale, ma della nostra conoscenza dell’io profondo delle persone? Può Edipo parlare un linguaggio nuovo, capace d’interrogare la contemporaneità in un momento in cui, dentro e fuori dalla scena, rispetto ai classici tutto sembra “già detto”? Una domanda a cui forse potrà dare risposta l’ultimo lavoro di Michele Sinisi, in scena l’11 e 12 giugno al Festival delle colline torinesi proprio con il suo Edipo il corpo tragico. In scena l’attore, accompagnato dallo scenografo Federico Biancalani, si misura con un mito che ha travalicato i confini stessi del paradigma culturale. Edipo tace in questo monologo e si mostra, attraverso un disvelamento progressivo di fisicità e intima riflessione, al pubblico, che viene così coinvolto in un percorso relazionale che molto deve alla sacralità del rito. Tutto si svolge nel contesto di un antico teatro anatomico, tempio del corpo per eccellenza, e a partire da questo spazio definisce il rapporto fra identità psichica e percezione fisica da parte dell’io osservante. Continua a leggere…

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