Intervista a Vincenzo Picone

Schermata 2019-08-14 alle 16.21.04.png

Le nostre città sono sempre più costituite da isole, spazi dai confini ben delineati, privi di ponti che le possano collegare. Si allentano le relazioni, si smarriscono le storie. La vita scorre secondo i rimi meticolosamente scanditi dell’età di mezzo mentre, ai margini, infanzia e vecchiaia osservano, padrone di un tempo altro (quello della scoperta e della memoria), senza grandi possibilità d’incontro. A partire da questa riflessione e dal testo di Peter Handke, L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altroVincenzo Piconeha deciso di realizzare un primo studio dal titolo “Così vicino così lontano” i cui “risultati” sono andati in scena lo scorso 18 maggio al Teatro Due di Parma. Il percorso si è sviluppato a partire da tre gruppi di lavoro: quello composto da una quarantina di studenti universitari (l’età di mezzo, non ancora così distante dall’infanzia da averla dimenticata, in parte già consapevole del futuro rappresentato dall’età matura), sette bambini (di età compresa fra i 5 e i 10 anni) e un gruppo di anziani provenienti da centri diurni, cori, comitati di quartiere, università degli anziani. Un piccolo microcosmo di persone che, nel contesto cittadino quotidiano, raramente hanno occasione di entrare in contatto. Continua a leggere…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s