(T) Racconto – n° 6

Piazza Galvani.jpg

Vale doppio

“Ormai a credere nella pace nel mondo sono rimaste solo le candidate a Miss Italia”.

Fare il turno alla “panetteria” con Matteo riservava sempre un certo numero di conversazioni non necessariamente sensate. Questa minacciava di essere una di quelle.

“Quand’è che hai sentito parlare una candidata a Miss Italia l’ultima volta?”

“Che centra, sappiamo bene che per statuto devono dire così”

In realtà credo fossero più di quattro anni che il concorso non si faceva più, almeno da quando avevamo deciso, sull’onda dell’euforia generale, di dichiarare guerra alla Francia.

“Sono quasi sicuro di aver sentito una candidata esprimere il concetto mentre con la mia squadra avanzavamo su Nizza” – incalzò Matteo.

“Su Mentone vorrai dire, perché lì ci siamo fermati se ben ricordo”

“Beh, era in direzione di Nizza, no?”

“Ah, sì, la direzione era quella, peccato che poi ce le hanno suonate ben bene”

Il mio compagno sospirò con fare teatrale.

“Parla per te, per me la guerra si è chiusa con un bel 3-0. Tre français stecchiti a zero Mattei morti, mica cazzi!”

Decisi di stuzzicarlo.

“Eh no mio caro, mi pare di ricordare che metà della tua squadra sia rimasta a Mentone, quindi il risultato è di 3 a 4 per i français”.

Il suo sguardo si illuminò di un sorriso infantile, si accese una sigaretta e soffiando grandi nuvole di fumo puzzolente puntualizzò:

“Tra i quattro fessi che ci sono rimasti c’era un marocchino e due molisani, fratelli per di più. Cazzo, uno non aveva neanche l’intelligenza per capire che era entrato nell’esercito sbagliato, quanto agli altri due, se sei nato in Molise come ti viene in mente di dichiarare guerra alla Francia? Tutto considerato posso accettare uno score finale di 3 a 2 per noi, ma non di più”.

“Mah, per me la questione si è chiusa con un bel 3 a 0 per loro: dopo sei mesi di guerra si sono presi Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, game, set e match…”

“Ma sì, ma sì”. Matteo sembrava voler chiudere la conversazione con stizza. Ma durò una manciata di secondi.

“E comunque quelli là sono andati a star bene, dai retta a me”

“Dici?”

“La Valle d’Aosta non se l’è mai cagata nessuno, la Liguria diventerà tutta costa azzurra e quanto al Piemonte, cosa producono là? Vino e formaggi? Bene, allora adesso sono proprio a casa loro!”

“E la Nutella”

“Eh?”

“In Piemonte facevano anche la Nutella, e adesso mi manca cazzo!”

Mi guardò con compatimento

“Ma stai a pensare alla Nutella adesso… Pensa a come vivevamo cinque anni fa, oggi siamo qui, siamo in forma, mangiamo… Cosa vuoi di più? Fosse per me io dichiarerei guerra alla Francia altre cento volte”.

“E allora facciamolo, tanto che ci impo…”

“Guarda, guarda, guarda”

Matteo d’un tratto si irrigidì e si portò velocemente il binocolo agli occhi. Io d’istinto imbracciai il fucile.

“Cosa cazzo fa quello? A sinistra”

Mi voltai rapidamente e inquadrai l’area che stava indicando con il dito. Un vecchietto dall’aria decrepita stava avvicinandosi furtivo all’ingresso della panetteria con uno zainetto sulle spalle, qualche medaglia appuntata al petto e una “bustina” militare d’altri tempi in testa. Si credeva un generale quello.

“Ti piace il pane eh, vecchio di merda? Lo vuoi il pane eh?”

La voce di Matteo mi aiutava sempre a concentrarmi in questi momenti. Il tizio era ormai a pochi metri dall’ingresso, misi la sua testa al centro del mirino e rapidamente sparai un colpo.

“Centrato!”

Mi voltai per prendere il gessetto e aggiungere la sesta x sul muro

“Mi sa che hai preso l’ultimo di quei vecchi partigiani rompicoglioni, cazzo pensavo fossero tutti morti ormai”

“Allora vale doppio”.


Massimo Capuccini nonostante l’impegno profuso in gioventù non è diventato una rock star. Con la politica non ha combinato molto e la tessera da giornalista l’ha appesa al chiodo nel 2012. Gli amici a lui più vicini confidano che possa smettere presto anche con la scrittura. A dispetto delle apparenze non è un nichilista convinto.

(S) Punti di lettura:

H. Murakami, Dance Dance Dance
J. Ellroy, Dalia Nera
J. R. Landsdale, Mucho Mojo

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